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PRESSO DI NOI POTRETE TROVARE UNA MINI, MINI ESPOSIZIONE
del
Coltello di Pattada
“Sa resolza pattadesa”
Realizzata interamente a mano da:
Francesco Canu
(artigiano di Pattada)
“Sa resolza pattadesa”
Il coltello è un oggetto indispensabile per l’uomo che vive in campagna, in modo particolare per il pastore che lo utilizza per tutte le operazioni legate al lavoro quotidiano. La storia del coltello sardo è la storia del pastore e del contadino dell'isola. Prima di tutto strumento pratico per la vita in campagna poi simbolo di "bàlentia" e di rango sociale oggi rinasce dalle mani dei maestri artigiani come oggetto d'arte e da collezione senza perdere la sua grande praticità.
Il tipico coltello sardo, "s'arresoja" o "sa resolza", è a serramanico, di varie fogge ma sempre elegante, pratico e funzionale, senza molla ne fermo, ha una caratteristica lama a foglia allungata (spesso damascata) a cui viene data tempera e filo con procedimenti tenuti gelosamente segreti e tramandati da una generazione di artigiani all’altra. La particolare lama (detta sa fiàma) nacque per la lavorazione di carni e pelli, il manico di corno di muflone e più spesso montone, è sempre scelto per la compattezza e la bellezza del colore e delle venature (il corno è lavorato prima con la sega a "voltino", poi ammorbidito con la fiamma e raddrizzato con la pressione tra le due lastre di ferro). La resolza nella società agro-pastorale era considerata simbolo di uomo valente e non è certamente un “arnese” che ciascuno può costruirsi da solo, soltanto abili artigiani “coltellinai” lo possono produrre.
I coltellinai artigiani si trovano in molte località dell'isola, ma le lavorazioni più rinomate sono quelle di Santulussurgiu (OR), a Guspini (CA), ad Arbus (CA) e a Pattada (SS).
Fra queste Pattada è senza dubbio la più nota.
Sa resolza pattadesa ha conquistato fama ed è ormai rinomata a livello internazionale. Artigiani con altissimo grado di professionalità producono rinomati coltelli non soltanto per essere usati ma, ripetiamo, anche per essere ammirati come oggetti preziosi da collezione

LE VARIE FASI DELLA LAVORAZIONE
- Una volta scelto il pezzo di corno di montone, si sfila la parte che opportunamente sagomata, andrà a formare il manico.
- Il corno già sfilato e raddrizzato sul fuoco, viene tagliato nella forma desiderata.
- I rivetti in rame vengono inseriti nei fori già praticati sul corno sagomato per unire le due parti che compongono il manico: due guancette (i lati) in corno ed un arco intermedio.
- La barretta di acciaio viene arroventata nella forgia.
- L'acciaio rovente viene battuto a martello sull'incudine fino ad ottenere la forma della lama desiderata.
- La lama viene sagomata per essere adattata al manico e vergata per prepararla alla tempra.
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